La biodiversità come assicurazione sulla vita

La tutela della biodiversità è sempre stata al centro dell’azione politica e strategica di Slow Food. Questa preziosa risorsa naturale oggi come non mai è in pericolo. Ma che cos’è la biodiversità e che cosa ha a che fare con il nostro cibo e la nostra salute? E che cosa sta facendo l’Unione europea per ripristinare e tutelare questo patrimonio?

La nostra salute dipende dalla salute del nostro pianeta. Se questo fatto non fosse ancora chiaro a tutti, è stata la pandemia di Covid-19 a rivelarci – ancora una volta – la nostra interdipendenza dagli ecosistemi e il ruolo fondamentale della biodiversità per la nostra salute e la nostra stabilità sociale ed economica. È stato infatti il depauperamento delle risorse, l’inquinamento e l’alterazione degli habitat naturali di animali e piante, determinati dall’attività umana, a porre le basi per la comparsa di molte delle malattie recenti(Covid-19, Ebola, MERS, SARS, influenza aviaria, per fare qualche esempio). Un prezzo davvero alto da pagare per l’umanità, e per tutti gli altri esseri viventi cui stiamo sottraendo spazio vitale e trasformando la casa. Secondo l’ultima “Lista Rossa” dell’Iucn (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura), circa un terzo delle specie animali e vegetali conosciute al mondo sono a rischio di estinzione.

La monocoltura intensiva annulla la biodiversità
Per biodiversità intendiamo la varietà della vita vegetale e animale nel mondo o in un particolare habitat: purtroppo la sua perdita non riguarda solo le specie selvatiche, ma anche l’agrobiodiversità, ovvero le razze animali e le varietà vegetali coltivate dell’uomo. Secondo le stime della Fao, su 6.000 specie vegetali coltivate per l’alimentazione, meno di 200 contribuiscono in modo rilevante alla produzione mondiale, e solo nove rappresentano ben il 66% della produzione agricola totale. Dati che ci mostrano come il sistema industriale di produzione alimentare punti all’omologazione e all’appiattimento della biodiversità.
Come dimostra anche l’allevamento industrializzato: la produzione zootecnica mondiale si basa su circa 40 specie animali, di cui solo una manciata fornisce la quasi totalità della produzione di carne, latte e uova. Un quadro che ha dirette conseguenze sul tipo di cibo che mangiamo. «Monoculture e appiattimento della biodiversità significa che le piante e gli animali sono più vulnerabili ai parassiti e alle malattie. La crescente perdita di agrobiodiversità mette a rischio la sicurezza alimentare in tutto il mondo», ha detto il Direttore Generale della Fao José Graziano da Silva.

La biodiversità è la più grande ricchezza del nostro pianeta
La biodiversità – da quella più elementare (diversità genica) a quella più complessa (diversità degli ecosistemi) – è la più grande ricchezza del nostro pianeta e forse quella più delicata e in pericolo. La strada da fare per poter invertire gli effetti devastanti dell’attività umana sulla natura è ancora molto lunga. Vediamo il caso dell’Europa. L’ultimo rapporto sullo «Stato della natura nell’Ue», a cura dell’Ufficio europeo dell’ambiente, parla chiaro: l’81 % degli habitat è a rischio, con torbiere, praterie e dune in uno stato avanzato di stato di deterioramento, mentre agricoltura intensiva, urbanizzazione e attività forestali sono sempre più  insostenibili e rappresentano le principali minacce.
In linea con l’obiettivo internazionale concordato nel 2010, l’Unione Europea si è impegnata ad arrestare la perdita di biodiversità entro il 2020. Poiché l’obiettivo scade quest’anno, lo scorso maggio la Commissione europea ha adottato una proposta di strategia per la biodiversità come elemento centrale del Green Deal europeo. Slow Food accoglie con favore questa nuova strategia in quanto fissa obiettivi più ambiziosi per affrontare le cause alla radice della perdita di biodiversità.

La strategia Biodiversità all’interno del Green Deal
La strategia propone, tra l’altro, di stabilire obiettivi vincolanti per ripristinare ecosistemi e i corsi d’acquai danneggiati, migliorare la salute degli habitat e delle specie protette nell’Unione, riportare gli impollinatori nei terreni agricoli, ridurre l’inquinamento, aumentare il verde nelle nostre città, rafforzare l’agricoltura biologica e le altre pratiche agricole rispettose di ambiente, ecosistemi e biodiversità e, ancora, migliorare la salute delle foreste europee. Slow Food da sempre sottolinea il forte impatto dei sistemi alimentari sulla biodiversità, come evidenziato nelle conclusioni della Green Week europea: «La tutela della biodiversità è un elemento chiave che ci può portare a una produzione alimentare sostenibile e svolge un ruolo cruciale nella costruzione di un’agricoltura europea resiliente rispettosa degli ecosistemi naturali».

Le gravi contraddizioni europee
Nonostante queste incoraggianti premesse, lo scorso ottobre si sono verificati due eventi che hanno inviato segnali contraddittori sulle intenzioni e sull’impegno dell’Ue in materia di cambiamento climatico e di ripristino della biodiversità. In un primo momento infatti, i ministri dell’Ambiente dei Governi dell’Ue hanno sottoscritto la strategia dell’Ue per la biodiversità, aggiungendo un altro tassello nella costruzione di un’Europa più verde e sostenibile. «La biodiversità è la nostra assicurazione sulla vita: fornisce aria e acqua pulite, cibo, risorse per vivere e rispondere ai nostri bisogni di base. Crea posti di lavoro e ci dona mezzi di sussistenza. Con la distruzione della natura c’è anche il rischio di epidemie e pandemie», ha commentato Svenja Schulze, ministro federale tedesco dell’Ambiente.
Eppure, il voto finale al Parlamento europeo della Politica Agricola Europea di ottobre pare avere seppellito tutte le speranze per un Politica agricola europea davvero attrezzata per fronteggiare le sfide ambientali che abbiamo davanti. La maggioranza del Parlamento europeo ha respinto la proposta di integrare gli obiettivi del Green Deal europeo nella Pac, così come l’articolo che definisce chiari obiettivi di riduzione delle emissioni per il settore agricolo, rivelando scarsa ambizione e poca sensibilità ambientale proprio nel momento in cui si devono stabilire regole chiare e vincolanti. Gli obiettivi della nuova Pac avrebbero dovuto essere allineati con le strategie BiodiversitàFarm to Fork in modo far sì che l’agricoltura diventasse forza trainante per il ripristino della natura.

Gli studi confermano l’urgenza delle azioni da mettere in campo
Una decisione che sorprende e non poco che un recente studio sul Green Deal e la Pac, elaborato proprio dallo stesso parlamento Europeo, sottolinea come l’attuale sistema agricolo e alimentare non sia affatto in linea per raggiungere gli obiettivi climatici e ambientali auspicati dal Green Deal «L’erosione della biodiversità è causata da sistemi agricoli sempre più specializzati e semplificati, che occupano terreni sempre più vasti, e dall’ampio uso di input chimici. La degradazione del suolo e perdita di nutrimenti – azoto in primis – nell’acqua e nell’atmosfera hanno raggiunto livelli allarmanti. Un cambiamento significativo delle pratiche agricole è necessario è quanto mai urgente».

Le azioni di Slow Food
Da decenni Slow Food è impegnata in modo attivo nel promuovere gli importanti benefici della biodiversità agricola, acquisendo e condividendo conoscenza nel del sistema alimentare che permette una miglior comprensione dell’importanza e dell’urgenza di proteggere la biodiversità e di sostenere il lavoro di chi la tutela. I contadini agro-ecologici di piccola scala aiutano a proteggere la varietà vegetale e di razze animali, a preservare suoli sani e integri – ricordiamo che un terzo delle specie viventi abitano sotto la superficie del terreno – ovvero risorse naturali fondamentali e irriproducibili dalle quali dipende tutta la vita sulla Terra. Il loro ruolo fondamentale per la natura deve essere rafforzato, enfatizzato ed equamente remunerato.
Nei prossimi mesi, e in vista dell’imminente Convenzione sulla biodiversità delle Nazioni unite, Slow Food porterà avanti il suo sostegno e le attività di sensibilizzazione verso la Strategia per la Biodiversità. Il lavoro dell’Unione Europea sulla biodiversità deve unire la difesa degli ambienti naturali e delle specie selvatiche con la tutela della biodiversità agricola. Con la natura così strettamente intrecciata agli settori ambientali, agronomici, sociali, culturali ed economici, la risposta dell’Ue alla perdita di biodiversità dev’essere multi-settoriale ed essere indirizzata a una maggiore coerenza e  tra tutti stati membri.

Alice Poiron

Per maggiori informazioni su biodiversità visita il sito della Fondazione Slow Food per la Biodiversità e leggi le posizioni di Slow Food riguardo la biodiversitàe il suolo. Contribuisci a cambiare con noi il sistema alimentare per disegnare un futuro migliore. Unisciti a più di 1 milione di attivisti e oltre 10.000 progetti in 160 Paesi per difendere e promuovere il cibo buono, pulito e giusto. Per tutti.

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