Torino torna a prepararsi per uno degli appuntamenti più riconoscibili nel panorama internazionale dedicato al cibo e alle politiche agricole. Dal 24 al 27 settembre 2026, il centro della città ospiterà la sedicesima edizione di Terra Madre Salone del Gusto, evento promosso da Slow Food insieme alla Città di Torino e alla Regione Piemonte, che negli anni ha assunto il profilo di un grande laboratorio diffuso, capace di mettere in relazione produttori, studiosi, cuochi e comunità locali.
Il tema scelto per questa nuova edizione è la biodiversità. Non come parola chiave astratta, ma come prospettiva operativa: un principio che riguarda l’agricoltura, certo, ma anche i modelli sociali e culturali che attraversano il cibo. In questo senso, Terra Madre si propone ancora una volta come luogo di confronto su un’idea di sistema alimentare che tenga insieme pluralità, scambio e adattamento ai territori, lontano da semplificazioni e uniformità.
Per quattro giorni, le piazze del centro – da Piazza San Carlo a Piazza Vittorio Veneto – diventeranno spazi di incontro e narrazione. Il programma prevede conferenze, degustazioni, attività educative e il grande mercato dei produttori, con presenze dall’Italia e dall’estero. Attorno a questo nucleo, la città si estenderà ben oltre il perimetro dell’evento: scuole, ristoranti, musei e teatri saranno coinvolti in un calendario che inizia settimane prima e prosegue anche dopo le date principali.
Il percorso, infatti, non si esaurisce nei giorni torinesi. Dal primo maggio al 20 settembre si sviluppa “The Road to Terra Madre”, una sequenza di iniziative in Italia e nel mondo che anticipano i temi della manifestazione. A Torino e in Piemonte, invece, dal 21 al 28 settembre si svolgeranno gli eventi “Off”, pensati per diffondere ulteriormente il racconto nei quartieri e nei territori limitrofi.
Al centro resta la rete costruita negli anni da Slow Food: i Presìdi, l’Arca del Gusto, le comunità del cibo e i progetti internazionali che legano produzioni locali e visione globale. Durante l’edizione 2026 troveranno spazio anche gli Atlanti dell’Arca del Gusto, realizzati con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, che restituiscono una mappatura aggiornata della biodiversità agroalimentare italiana.
Accanto alla dimensione culturale, non mancherà quella politica. Terra Madre ospiterà infatti una tappa degli Stati Generali della Cooperazione internazionale degli enti locali, con un’attenzione particolare alle politiche urbane del cibo: dallo spreco alimentare all’accesso al cibo nelle città, dall’agricoltura sociale ai mercati contadini.
I numeri delle edizioni precedenti aiutano a leggere la scala dell’evento. Nel 2024, Torino ha accolto oltre tremila delegati da 121 Paesi, più di 700 espositori e centinaia di relatori tra produttori, attivisti e studiosi. Una partecipazione ampia, che conferma la capacità della manifestazione di tenere insieme dimensione locale e orizzonte internazionale.
Terra Madre resta, in fondo, un dispositivo narrativo prima ancora che espositivo. Il cibo come linguaggio condiviso, capace di attraversare confini e differenze, ma anche di rendere visibili tensioni e fragilità del presente. In questo equilibrio tra racconto e confronto si gioca, ancora una volta, il senso di un evento che continua a interrogare il modo in cui produciamo, distribuiamo e pensiamo il cibo.
